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Sotto la parete di calce bianca dove proiettavano i film della mia infanzia, io pregavo perché le protagoniste si salvassero. Però non fui ascoltato. Né per Natalie Wood né per Marilyn. Successivamente, provai a salvare Marcelo e a salvare me stesso. Se Marcelo si salvò, fu lontano da me. Io rimasi a Madrid, invece. E mi salvò il cinema. Avanti. Salve. Buonasera. Buonasera. Entra pure. Ci conosciamo? Sì. Non mi ricordo di te. Molto tempo fa, quando stavate preparando Sabor, con Salvador Mallo. Mi dispiace, non ricordo. Ci siamo visti due o tre volte. Sono Federico, il Marcelo del tuo monologo. Ti è piaciuto lo spettacolo? Non lo so. “Piaciuto” non è la parola giusta. Mi ha molto colpito. Tu sei quello che piangeva, vero? Sì, credo. Siediti, immagino che avrai delle domande da farmi. Salvador è vivo? Com’è andata oggi? Molto bene, tutto esaurito. Peccato che la sala sia piccola. Meglio, ne guadagni in intimità. Oggi è venuto uno spettatore molto intimo. Chi? Telo dico se prometti di venire a vedermi. Chi è questo spettatore così intimo? Federico. Federico chi? Federica Delgado. Il tuo Marcelo. È venuto a trovarmi in camerino. Ha riconosciuto il testo? Ogni parola. Mi ha chiesto il tuo telefono e il tuo indirizzo. Non gli hai detto altro? No. Non gli ho detto cosa ti fumi. Grazie. Un giorno verrà a vederti. Salvador? Sì? Sei tu? Non ti aveva riconosciuto. Sono Federico. Federico. Sono a Madrid. E che fai qui? Devo incontrare degli avvocati per un’eredità, parto domani sera. Mi piacerebbe vederti. Anche a me. Però. ero già a letto. Ti va di vederci domani? Va bene a mezzogiorno? Nel pomeriggio devo vedere l’avvocato. Perfetto. Non ti ho chiesto come stai. Vecchio. Hai solo cinque anni più di me! E tu, come stai? Ora meglio. Quando sono uscito dal teatro ero distrutto. Ho visto La dipendenza. Come sapevi che era in scena? È stato un caso. Stavo passeggiando per Embajadores, sono passato da casa nostra. Certo, e il teatro è un po’ più su. Sono entrato per perdere tempo e ricordavo Alberto Crespo per il tuo film. E all’improvviso ti sei travato. Sì, all’improvviso. Non so come chiederti scusa.

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