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Ricordo una volta, in Mariti, stavamo facendo una ripresa, non ricordo quale scena fosse, e improvvisamente arrivò di corsa davanti alla cinepresa. Iniziò a parlare, uscì di corsa, tornò di nuovo Si infilò una banana nel culo. Fece di tutto. Penso che tu sia splendida. Sono sotto il tavolo. Penso davvero che tu sia splendida. Vuoi andare? Mmm. Viceversa. Andiamo. Vuoi andare? Va bene. E’ fantastica! Dico davvero! Ebbe un’idea per il mio personaggio. Disse: “A questo personaggio non piace la gente. Non vuole starle troppo vicino. Anche se è una persona cara, c’è sempre questo istinto di mettere delle barriere. Così, su questo tavolo c’è un pollo morto che è lì da un po’. Ti dico una cosa: rifai la scena e io sarò il pollo morto.” E si mise sul tavolo e fece così e disse “Avanti, avanti! Recita! Adesso puoi iniziare.” Era sul tavolo. E rimase sul tavolo mentre Gena ed io recitavamo l’intera scena. E noi ci guardavamo Ci guardavamo così Iniziammo a parlare e stavamo facendo la scena e John era totalmente concentrato nel tentativo di fare il pollo morto. Non ascoltava. Non faceva nulla. Ma ti dirò una cosa che non ho scordato. Quando facevo quella scena sul palco, non dimenticavo mai John sul tavolo che faceva il pollo morto. Te lo dico io, quella scena prese vita per questo. Avevo questa segreta risatina che avevo in ogni esibizione quando arrivava quella scena. Ma lui stava davvero cercando di arrivare alla follia di questo personaggio ed esprimerlo in termini logici. Quando finalmente lo capii, tutto ciò si liberò in me cioè il mio lato folle e divertente. Entrai in sinergia con l’opera e nacque il personaggio. E’ qualcosa di magico. C’era una battuta nel camion quando stavo parlando all’indiano, dove dicevo: “Non so cosa farà lei. Ti ricordi? Ricordi quando lei uscì in strada, era nuda, e vendeva biglietti della lotteria?” Ancora oggi, non so se John abbia mai pensato di usarla. Forse non disse: “Non la userò mai. E’ troppo preciso. E’ troppo esatto.” Ma forse la mise lì solo per darmi un’idea. O forse la mise lì perché sapeva che mi avrebbe stuzzicato a dirla e forse avrebbe agevolato la battuta successiva. Non lo so. Non lo so proprio. Capisci, c’è qualcosa che non va in lei, Eddie. Non è una persona normale. Quella donna, sai, potrebbe buttarsi sotto un’auto dar fuoco alla casa. Gesù Cristo! Non so cosa possa combinare. Lui giocò a biliardo al piano di sopra. Solo per un minuto. Ma dopo che andò via, John mi fece lanciare palle da biliardo su tutto il tavolo. Io ero totalmente pazza. Totalmente folle. Non usò la mia scena e rimise la sua, ma parte della catarsi di farlo e di avere il permesso di farlo servì per le altre scene. Le riprese di ieri influenzavano le riprese di oggi. Perché ne ricavava nuovi impulsi, nuove risposte. Non era qualcosa di morto e di cemento. Era mentre lo facevi che potevi trovare nuove cose. Un mucchio di gente sa cosa fa. Io non lo so fino al giorno successivo. Sai, se si suppone che i nostri film siano come la vita una qualche cosa vaga che ha la vita, che forse i film possono contenere



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