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Parlare con Robin è stato come partecipare a un orribile gioco di società di cui non sai le regole. Però siete stati bravi a fargli dire qualcosa. Be’, quello che ci ha detto è stato Ci ha detto: “Fatemi morire”. Ma non possiamo. O sbaglio? Vuoi dire che non dovremmo nemmeno pensarlo o che non sapremmo come farlo? Entrambe le cose, immagino. In ogni caso è fuori discussione. Ho parlato con il primario e non vuole proprio saperne. Sono cose che non fanno. Non è un bel modo di andarsene, sono diversi minuti di agonia. No, non voglio. Certo che no. Anche tu hai una vita, sai? Devi pensare anche a te. Sorrida! Andiamo molto bene. Allora, signora Cavendish, abbiamo dei progressi da comunicarle.. Progressi? Stiamo reimparando a deglutire. Davvero? È una cosa molto importante. Al momento abbiamo un anello gonfiabile intorno alla cannula tracheostomica che impedisce a cibo e liquidi di finire nella trachea. Se riusciamo di nuovo a deglutire, l’anello verrà rimosso e l’aria arriverà alla laringe. A quel punto, saremo di nuovo in grado di parlare. Potrebbero esserci altri progressi? Temo che questo sia il massimo che possiamo aspettarci. Allora, come andiamo stamane? Vorremmo essere morti. Bene, bene. Buongiorno, caro Paddy. Non poteva continuare a non avere un nome, quindi ho deciso di chiamarlo Jonathan. Spero che a te piaccia. Non lo guarda mai. Non sopporta neanche di guardarlo. Questo non lo sai. Sì, invece lo so. So tutto quello che pensa. Ogni volta che vengo qui, spero che sia cambiato. Ci siamo quasi. Ma non sopporta di guardare suo figlio. Bravissimo. Conoscevo un vecchio prete, un uomo molto pio, soleva dire: “Coloro che Dio ama di più”, “sono coloro a cui concede di soffrire di più”. Non possiamo conoscere il pensiero di Dio, ma possiamo essere certi che ogni cosa che ci succede fa parte del Suo disegno. Chiedo scusa, non ho capito. Si avvicini. Mi avvicino, sì, certo. Be’, adesso devo proprio andare. Immagino che tu non sia molto credente. In che dovrei credere? Dio è una burla. No, mio caro Dio è un burlone. Guarda che bello scherzo ha fatto a te e me. Come si fa vivere così? Alla fine ti ci abitui. E se io non ci riesco? C’è sempre una via d’uscita. Come Pete che se n’è andato nel suo bel bauletto. Robin? Perché continui a venire qui? Francamente non lo so. Non ti servo a niente. Devi lasciarmi qui a marcire da solo. Non sarebbe molto carino, non trovi? E poi, a quanto pare io ti amo. Tu non ami questo, non puoi amare questo. A quanto pare posso, invece. E io non voglio. Non te ne rendi conto? È più difficile per me. Sì, me ne rendo conto. Lo so, tu vorresti morire e basta. E questa maledetta macchina che continua a respirare al mio posto. Perciò sembra che dovrai restare nei paraggi ancora per un po’, no? E mi dispiace molto. A me no, invece. Voglio che Jonathan ti conosca. E forse potrei anche provare a renderti la vita un po’ migliore. Non voglio la tua dedizione. Sì, d’accordo, d’accordo questo lo sappiamo già. Peggio di così non potrebbe andare, ma io non posso continuare a venire qui e sentirti dire che vorresti essere morto.



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