Radio Mi Piaci

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lumaca’ Tutte le ragazze risero, e dovetti stare in piedi nel refettorio. Che barbarie. Dove vive la sua famiglia? Oh, mia madre è morta, e mio padre vive in campagna. Baba viene dallo stesso posto. Suo padre è veterinario. E, uh, dove lavora? Lavoro in un negozio di alimentari, e Baba fa la segretaria al college, ma Va tutto bene? Oh sì. Va bene, grazie. Ma cosa? Sto pensando di studiare, per diventare qualcos’altro. Lo so, un’eroina da romanzo che muore d’amore. Io volevo chiederle dei libri che ha scritto, e se posso leggerne uno. Beh, un po’ arido per i suoi gusti, temo. Tuttavia vorrei leggerne uno. Va bene. Potremmo vederci la prossima settimana. Possiamo sperare che Baba abbia ancora il mal di testa? Le è piaciuta l’America? Piaciuta? No. Direi piuttosto che mi ha spaventato. Tutto quel cielo blu e le facce abbronzate. Lei parla dei posti come se ci fosse sempre stato da solo. Già. Mia madre mi diceva sempre che ero nato per fare il monaco. Suona molto irlandese. Lo era. Da ragazza era andata all’estero come tutor. Mio padre era ungherese. Uno zingaro? No. Le sarebbe piaciuto, vero? Mio padre ha una fattoria. Che tipo è? Oh, non lo so. È difficile descrivere le persone. Se io parlassi di lei, che cosa potrei dire? Odio immaginarlo. È un uomo ragionevole? Non ci parliamo molto. Oh, ma dico tutto a Baba, tranne che di lei. È il mio destino, incontrare ragazze in coppia. Suppongo che molte ragazze si siano innamorate di lei. Un paio. Erano molto sofisticate? Loro credevano di esserlo. Lei è una miscela di innocenza e inganno. Dov’è l’inganno? In quella sciarpa di chiffon. Quello era un segnale di pericolo. Mi sono detto: “Quella ragazza ha ben più in mente che un tè.” Non è così, mi creda. Mi dica, perché mi ha invitato? Per quello sguardo mistico che ha sul volto. Mistico? Farebbe meglio a smettere di leggere libri. Perché è venuto? Domanda difficile. Perché mi sono rasato, ho messo la cravatta, ho preso la macchina, ho guidato miglia, per vedere una ragazza che quasi non conosco? Per studiare i selvaggi, suppongo. Non è pentito, vero? Non sono pentito, Kate. Ma non voglio avere una storia. Suppongo sia la mia cautela puritana. Lei è una brava ragazza. Ma lei ha Il doppio della sua età. Abbiamo abitudini diverse, gusti, tutto. Non voglio avere una storia. Ma lei non deve. Io non ho intenzione di sposarmi. Non è del matrimonio che ho paura. Temo la passione, il sentimento, i bisogni che legano le persone. Quando l’ascolto mentre parla, è come leggere un libro. Quando la guardo mentre mi ascolta, mi preoccupo. Lei è come un lemure. Ne ha mai visto uno? È un bellissimo animale notturno, con grandi occhi affamati. Sa a cosa mi fanno pensare le luci? Mi fanno pensare a tutta la gente del mondo che aspetta che gli altri vadano da loro. “Una ragazza le si parò davanti, a metà del guado, ferma e sola, guardando verso il mare.” James Joyce. Ho l’impressione che lei non aspetti nessuno. Forse no. “Perché non può esser sempre buio, quando i tuoi occhi sussurrano bugie che il cuore in seguito nega.” Le ragazze mi riempiono di tanta tristezza. Vogliono tanto. Io non voglio niente. “La signora White si spaventò in piena notte, vedendo un fantasma che mangiava un toast su un lampione” Sono un lemure! Evviva! Ehi, giusto in tempo. Vanno bene i miei capelli? Eugene è qui. Dovevo incontrarlo, ma sono in ritardo. Sì, ha aspettato per almeno mezz’ora. “Avanti”, dico io. “Volentieri”, dice lui. E poi Ehi, non hai le scarpe. Non con questo vestito. Vado scalza e gli uomini l’adorano. Ciao! Oh, Joanna, non metta quel panno di plastica sopra l’altro, e non gli racconti tutti i suoi guai. Non l’ho invitato io. Non ne sono degna, eh? Lei gli dice: “Potrebbe aiutarmi? II lunedì devo fare il bucato, e mio marito fa sempre l’amore con me la domenica sera, e io sono stanca morta. Come posso fare?” “Lava il martedì.” Ciao. Ciao. Non sapevo che fossi arrivata. Santo cielo. Da quando ti mostri così elegante? Stiamo solo prendendo un tè. Ha messo la stanza a soqquadro. Chiama Arthur. Digli che il tè è pronto. Arthur, il tè. È l’altro pensionante. Scommetto che è di sopra a riempirsi di brillantina. A lui piace la nostra Kate, sa. Davvero? Davvero! Le compra scatole di biscotti, poi ci si siede sopra e glieli dà tutti sbriciolati. Ecco qua. Ho fatto una bellissima torta con un sacco di uvetta, per il vostro nuovo amico. L’ho fatta io stessa, partendo da una bella ricetta austriaca. Buonasera. Arthur, questo è il mio amico, il signor Gaillard. Salve. Lieto di conoscerla. Per il mio amico speciale. No, grazie. Prendo solo il tè. Oh, è buono il tè? Eccellente. Devo dirle di quel giorno in cui ho preso il tè in un ristorante in centro. Eccolo che comincia. “Non mi piacciono i piatti con le crepe”, dico alla cameriera. “Non sia così ignorante,” mi dice. “Quella è la sua fettina.” Un giorno Arthur, suo padre della campagna e un paio di cugini portarono Kate e me a una partita di calcio, e suo padre fece le ordinazioni. “Tè e carne per gli uomini,” disse, “e pasticcini per le signore.” Era il contrario. Non dovreste parlare così tanto, dovreste concentrarvi sul sapore.



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