Radio Città Aperta

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Rachel, vieni qui. Dannazione, vecchia strega. Tira più forte! Arthur. Dove sei stata? Ho bisogno di bere. Arthur, per favore. Non iniziare già a farmi la ramanzina, donna! Portami un dannato bicchiere! Va meglio. Vieni con me. Cosa? Sopra. Ti sono mancato, giusto? Mi sei mancata. Tu e la tua delicata bontà. E la tua pelle. Lì. Non è bello? Piano, piano. Ehi. Ehi, sono tuo papà. Papà. Prendilo. Prendilo tu. Non puoi fargli smettere di fare questo dannato rumore? Ha bisogno di dormire. C’è più amore in un minuto dedicato a quella ingrata creatura senza senso di quello dedicato a me in un intero mese. Ora siete sullo stesso piano. Davvero? Dannazione a te! Tu dannato babbeo! Arthur, non è colpa sua. Grazie, Benson. è tutto. Come osi prendere le parti di un servitore contro di me? Come puoi preoccuparti per un animale insensibile e come lui, mentre i miei nervi vanno in pezzi a causa delle sua maledetta goffaggine? Non sapevo che soffrissi di nervi. Oh, non ritieni che dovrei avere i nervi come li hai tu? Tu. tu non hai niente da fare se non stare a casa e prenderti cura di te stessa. E quando la mia testa si spacca in due, ti preoccupi di più del servitore che di me. Forse se tu bevessi un po’ meno vino, potresti. Per Giove, se ricominci, mi farò portare sei bottiglie e le berrò prima di andare a letto. Che vergogna per un uomo forte come te ridursi in tale stato. Se tu sapessi tutto, ragazza mia, ti stupiresti piuttosto di quanto bene io sopporti tutto quanto. Ho vissuto di più in questi quattro mesi via, Helen, di quanto tu abbia vissuto nell’intero corso della tua esistenza, o di quanto vivrai fino alla fine dei tuoi giorni. Quindi devo aspettarmi di pagare un qualche prezzo per questo. Non vedi che ti sta uccidendo? Oh, no. No, non è questo. Non è questo che mi sta uccidendo. Sei tu! Sei tu quella che mi sta uccidendo! Devi sempre giudicarmi, Helen? Perché non puoi amarmi e basta? Cara Helen, per che cosa piangi? Lo sai che ti amo. Davvero? Lo sai che è così. Oh, Arthur. Se solo amassi te stesso tanto quanto io amo te. Forse mi conosco troppo bene. Passavano gli anni e le assenze di Arthur

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