Radio Ciao – 92.4 FM

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E allora fuggite, falsi baroni, e mescolatevi agli inglesi epicurei. Perché taci? Questo tiranno, il cui solo nome piaga la nostra lingua, era una volta ritenuto onesto. E’ ora di portare aiuto. Il vostro occhio in Scozia creerebbe soldati, spingerebbe le nostre donne a combattere per liberarsi dagli affanni. Sia loro di conforto sapere che veniamo. Io ho parole e dovrebbero venir urlate nell’aria del deserto dove l’udito non le afferrasse. Cortese cugino. La Scozia è ancora dove era? Aimé, povera patria, ha paura di riconoscere se stessa. Non va chiamata nostra madre ma nostra tomba. Qual’è il dolore più recente? Possano le tue orecchie non disprezzare la mia lingua, che le colpirà con il suono più grave che abbiano mai udito. Come sta mia moglie? Il castello è stato attaccato, tua moglie e i bambini sono stati massacrati. Ebbene? Ebbene? Anche i miei figli? Moglie, bambini, servitori, chiunque hanno trovato. Lui non ha figli! Tutti i miei graziosi pulcini e la loro chioccia, con un sol colpo d’artiglio? Comportati da uomo. Oh giochi Oh, si lo farò. Ma debbo sentire anche da uomo. Peccatore Macduff! Mi colpirono per causa tua. Sia questa la pietra per affilare la tua spada. Lasciate che il dolore converta in collera. Non ottunda il cuore, ma lo infiammi. Il cuore di Inghilterra ci ha concesso diecimila uomini. L’esercito è pronto. Ci resta solo da congedarci. Fronte a fronte dovete porre questo satana di Scozia e me stesso, dovete metterlo a portata della mia spada. Se sfuggirà, il cielo perdoni anche lui. Fortifica il gran castello di Dunsinane. Alcuni dicono che è pazzo. Altri, che lo odiano meno, la chiamano furia valorosa Ma, quel che è certo, è che non può trattenere il male dentro la cinta del controllo. Coloro che comanda si muovono per comando. Non per amore. Ora sente i suoi segreti delitti, appiccicarglisi alle mani. C’è ancora una macchia. Via, macchia maledetta! Via, ti dico! L’inferno è buio. Vergogna, mio Signore! Vergogna! Un soldato che ha paura? Perché temere, che si venga a sapere se nessuno può chiamare il nostro potere a giudizio? Tuttavia chi avrebbe mai pensato che il vecchio avesse in sé tanto sangue? Il Barone di Fife aveva un a moglie. Lei dov’è ora? E quindi? Queste mani non saranno mai pulite? Basta, basta, mio Signore. Basta fare così. Rovinate tutto con questi accessi. Qui è sempre forte l’odore di sangue. Tutti i profumi d’Arabia non riusciranno a toglierlo da questa piccola mano. Lavati le mani. Mettiti la vestaglia. Non essere così pallido. A letto. A letto. Bussano alla porta. Andiamo. Andiamo. Andiamo, andiamo, dammi la mano. Ciò che è fatto non può essere disfatto. A letto. A letto. A letto. A letto. A letto. A letto. Il diavolo ti faccia nero, canaglia dalla faccia di panna. Dove hai preso quell’aspetto da oca? Ci sono diecimila. Oche, furfante? Soldati, sire. Pungiti la faccia per dare il rosso al tuo terrore, ragazzo dal fegato bianco. Quali soldati, idiota? L’esercito inglese, mio Signore. Appendete le insegne su le mura esterne. E il grido è ancora, “Vengono!” La forza del nostro castello riderà di un assedio. Ecco, giacciano li finché non le divorino la carestia e la febbre. Dottore. E i baroni fuggono da me. Quale rabarbaro, sena o droga purgativa potrebbe scacciare questi inglesi? Lo hai saputo? Si, mio buon Signore. I vostri regali preparativi ci fanno capire qualcosa. Se tu potessi, Dottore, analizzare l’urina della mia terra, scoprire la sua malattia e con una purga, ridarle la buona salute. Ti applaudirei tanto che lei stessa replicherebbe l’applauso. La Regina, mio Signore, è morta. Sarebbe dovuta morire prima o poi. E avremmo usato quella parola. Domani, e domani, e domani striscia a piccoli passi da un giorno all’altro fino all’ultima sillaba del tempo prescritto. E i nostri ieri hanno eliminato gli stolti la via per la morte polverosa. Spegniti. Spegniti, piccola candela. La vita non è che un ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena e del quale poi non si sente più nulla. E’ una storia raccontata da un idiota, piena di rumori e furia, che non significa nulla. Cos’è questo rumore? E’ un grido di donne, mio buon Signore. Ho quasi dimenticato il sapore della paura. E’ passato il tempo in cui mi sarei raggelato per un grido notturno e i capelli mi si sarebbero rizzati tremanti, ad un racconto pauroso come fossero vivi. Mi sono saziato di orrori. Il terrore familiare ai miei pensieri omicidi, non mi fa sussultare. La tua storia, presto. Mio buon Signore. Dovrei riferire ciò che di dico di aver visto. ma non so come farlo. Seyton! Mi sento il cuore oppresso quando osservo. Seyton, ho detto! Questa pugna mi farà gioire per sempre o mi spodesterà ora. Ho vissuto abbastanza. La mia vita ha toccato l’aridità, la foglia gialla. E ciò che dovrebbe accompagnare la vecchiaia giochi onore amore, obbedienza, schiere di amici. Non devo aspettare di averne, ma, in loro vece, maledizioni, non dette, ma profonde, onori tributati dalla bocca, fiato che il povero cuore vorrebbe rifiutare, ma non osa. Seyton. Tutti i rapporti confermati,


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