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Ho avuto uno scontro con un tizio mentre giocavo da junior o nella .” Ma mi ha risposto: “Il colpo più forte è stato quando, per errore, ho colpito la spalla di Mats Sundin. Mats non voleva colpirmi e io, nel girarmi, ho colpito con la mandibola la sua spalla.” Aveva perso i sensi e non ricordava di essere andato in ospedale. E ha aggiunto: “Ho partecipato a centinaia di risse. Niente è paragonabile al colpo che ho ricevuto sbattendogli sulla spalla.” Ma le risse nell’hockey sono un bersaglio facile. Basta poco a dire: “Le risse provocano commozioni celebrali.” È il gioco stesso a provocarle. Sidney Crosby ha subito più commozioni di me che mi scontravo volte all’anno, eppure ne ha avute più di me. C’è un elenco di circa giocatori della che si sono ritirati a seguito di commozioni celebrali. In quella lista, gli enforcer sono pochissimi. Non credo che si possa dire con certezza… NEUROCHIRURGO ESPERTO DI COMMOZIONI CEREBRALI E D AL CERVELLO …se gli enforcer siano particolarmente vulnerabili, ma di certo sono vulnerabili. Questo non si limita all’hockey. Ovviamente vediamo quanto nel football ciò rappresenti un grosso problema. E in quello sport non ci sono risse. Ma è molto più facile prendere di mira uno sport in cui la violenza è manifesta e dare la colpa a ciò, facendo dell’hockey il classico capro espiatorio. Ci limitiamo a dire che è colpa delle risse. In realtà la causa è il contatto fisico, che fa parte dello sport. CRIMINOLOGA, RICERCATRICE E AUTRICE Non si può usare la logica, perché c’è di mezzo il denaro. Nello sport girano molti soldi. O la NFL non giocherebbe più. I colpi potentissimi… , HOCKEY HALL OF FAME …che sono in grado di produrre in gran parte sono dovuti al miglioramento delle attrezzature. Alcuni elementi sono davvero esagerati. Per esempio i paragomiti e i paraspalle. Ci si potrebbe andare in guerra. Lanciarsi a folle velocità contro qualcuno e colpirlo in testa. I paraspalle sono diventati strumenti per far perdere conoscenza. Questo è ridicolo. I paraspalle dovrebbero proteggere le spalle, non mettere K.O. l’avversario. Certo, è fantastico, ora non si viene più colpiti dal collo in giù. Ma l’unica cosa che non si può proteggere è la testa. Si lanciano verso gli angoli a km orari, e non temono di scontrarsi con l’avversario. Si gettano come palle di cannone contro qualcuno. Quindi credo si possa dire che l’equipaggiamento è così valido da risultare pericoloso per i giocatori. Non si scrivono altrettanti articoli che dicano: “Perché non cambiare l’equipaggiamento?” Se lo avessero studiato attentamente, si sarebbero già sbarazzati dei paraspalle. Perché, indossando i paraspalle che io, Chris Chelios o Brendan Shanahan indossavamo, nessuno farebbe più un placcaggio. , HOCKEY HALL OF FAME Perché si rischia… Fa male! C’è poi la necessità di rimandare il giocatore subito in partita. E questo spinge l’atleta a voler essere pronto. Nessun giocatore di hockey ti dirà mai di non essere pronto. Vogliono stare in pista, giocarsi la partita. È allora che una commozione cerebrale fa i d maggiori, specialmente quando non si sa di averla subita.



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